Torno a pensarci, regolarmente.
Che, se non fosse per la solita gente di merda, gli amici ipocriti/bigotti/fifoni, il perbenismo dilagante, la paura, il lavoro… l’avrei fatto da anni. Anzi, da decenni.
Pensavo, e mi dicevano, che “sarei stato un mostro”. E invece no, anzi! E… dieci e più anni dopo… che, per una donna, si sa…
Che avrei perso il lavoro. E gli amici. E “il marciapiede”. Tutte cazzate da ipocriti bigotti che vanno in chiesa la domenica ma poi danno il culo all’amante o scopano con 2-3 nello stesso periodo ma “mica mi sento una puttana” (c’è un salto temporale tra queste frasi ma il senso è quello
)
Invece, il lavoro è archiviato – e va benone! Gli amici, chi li vuole dei subumani che falliscono o che ingrassano su un divano senza ideali? Il marciapiede, tua madre
e smettila di votare Lega che non capisci un cazzo [cara tettona della salle].
E’, appunto, quello che ho sempre sognato. E sentito. E, siccome manca un piccolo pezzo (diciamo pure importante… ma a fronte degli ultimi 18 anni di pianti direi non più molto…) ho sempre posticipato. Archiviato. Nascosto.
Le gambette scoperte.
E’ l’unica spiegazione, per tutto quello che mi è accaduto in questi decenni. L’unico modo/motivo per non mettersi a piangere domandandosi “ma perché non mi ha risposto a quell’SMS?” “perché non siamo riusciti ad andare a vivere insieme?” “perché ho perso quella persona per colpa di un mazzo di fiori?” “perché trovo solo casi umani?”
Dovevi solo arrivare a capirlo. A fare quello. A convincerti. A fartene una ragione. A capire che lo desiderava pure tua madre. E che tante cose, dal lavoro alla pelle al cervello, corrispondono…
Che, truccata, sei quasi stupenda