Torno a pensarci, regolarmente.

Che, se non fosse per la solita gente di merda, gli amici ipocriti/bigotti/fifoni, il perbenismo dilagante, la paura, il lavoro… l’avrei fatto da anni. Anzi, da decenni.

Pensavo, e mi dicevano, che “sarei stato un mostro”. E invece no, anzi! E… dieci e più anni dopo… che, per una donna, si sa… :-)

Che avrei perso il lavoro. E gli amici. E “il marciapiede”. Tutte cazzate da ipocriti bigotti che vanno in chiesa la domenica ma poi danno il culo all’amante o scopano con 2-3 nello stesso periodo ma “mica mi sento una puttana” (c’è un salto temporale tra queste frasi ma il senso è quello :D )

Invece, il lavoro è archiviato – e va benone! Gli amici, chi li vuole dei subumani che falliscono o che ingrassano su un divano senza ideali? Il marciapiede, tua madre ;-) e smettila di votare Lega che non capisci un cazzo [cara tettona della salle].

E’, appunto, quello che ho sempre sognato. E sentito. E, siccome manca un piccolo pezzo (diciamo pure importante… ma a fronte degli ultimi 18 anni di pianti direi non più molto…) ho sempre posticipato. Archiviato. Nascosto.

Le gambette scoperte.

E’ l’unica spiegazione, per tutto quello che mi è accaduto in questi decenni. L’unico modo/motivo per non mettersi a piangere domandandosi “ma perché non mi ha risposto a quell’SMS?” “perché non siamo riusciti ad andare a vivere insieme?” “perché ho perso quella persona per colpa di un mazzo di fiori?” “perché trovo solo casi umani?”

Dovevi solo arrivare a capirlo. A fare quello. A convincerti. A fartene una ragione. A capire che lo desiderava pure tua madre. E che tante cose, dal lavoro alla pelle al cervello, corrispondono…

Che, truccata, sei quasi stupenda :)

I subumani ti fanno sempre scompisciare dal ridere (o dal piangere, ma quella è altra storia… !)

E’ arrivata l’estate finalmente e così, appena sali in macchina di amici/he, ti ritrovi con quel bel freddo a 19-20°C che ti fa domandare “perché…?”

E poi, stamattina, i soliti dementi in radio/tv commentano con “molta gente ha l’influenza perché appena sali in macchina trovi l’aria condizionata…”

E’ vero, il problema è che molta gente ha solo l’influenza, invece dell’ictus liberatorio che ci libererebbe della loro inutile presenza ;-)

Cioè, è pazzesco. Manco fosse una punizione divina, l’aria condizionata. Basta spegnerla, usarla solo quando sei in coda in autostrada sotto il solleone, non alla sera tardi in collina…

E già, ma poi “non ti sentiresti ricco, figo, all’avanguardia” e la gente “non noterebbe il tuo status sociale”… Status per il quale ti devi alzare alle sette tutte le mattine e lavorare 9 ore per poterti poi lamentare che sei “schiavo del sistema”…

Ma che bello è sognare la vostra sepoltura!!

Ma se tutti loro…

Pubblicato: 16 giugno 2013 in amici, canzoni, etica, umani

Ora, poniamo il caso che tutta la gente “discutibile” (ossia praticamente tutta la gente che conosci…) improvvisamente iniziasse a fare “le cose che secondo te sono sensate”.

Per dire: la polacca grassa, dimagrisce, smette di avere come soli ideali la SPA e viaggiare (e di proporteli di continuo), e magari si butta in politica o va a studiare fisica.

Quelli che lavorano in banca (e ti hanno deluso per quello spreco di talento…) si licenziano, iniziano a lavorare in proprio, si mettono a risparmiare e si chiudono in cantina cercando di inventare il teletrasporto o almeno un razzo interstellare (!)

Chi va a mangiare al quadrilatero o a ballare latino americano “perché torino è piena di bei localini e si mangia bene con poco” (…) improvvisamente inizia a odiare il sushi e le apericene, va a mangiare solo in periferia…

Chi si vanta di non ricordarsi che cosa ha fatto ieri o del fatto che le promesse “son cose che si dicono tanto per”, magari diventa di colpo una persona profonda, filosofa e… :)

Chi vota berlusconi o dalema capisce lo squallore in cui è sprofondato e inizia una nuova vita un po’ più critica ed onesta.

Le puttanazze e i puttanazzi che vivono di scopamici/he capiscono che tutto ciò porta del vuoto (oltre che della scarsa autostima) nelle loro anime, e decidono che smetterano di saltare da/su un cazzo all’altro :) cercando di impegnarsi solo con le persone per le quali provano qualcosa di sincero.

Dunque: ma la tua vita cambierebbe? Li stimeresti di più? Sì, diciamo di sì… e quindi?

Non ti sentiresti circondato da imbecilli. Ossia, non ti sentiresti circondato da persone così diverse da te e avresti la certezza che le loro vite migliorerebbero.

Ma.. e poi? Può essere che questo tuo analizzarti e sentirti perennemente migliore di loro… ti faccia stare bene, nella tua piccola Torre d’Avorio?

Non dovrebbe, in effetti, fregartene “poco” delle loro vite? Ah be’ no, visto che con loro devi relazionarti.

E’ complicato.

Che pelle!

Pubblicato: 16 giugno 2013 in dario veritas, tempo, umani

“Lo scrub e la crema sulla faccia… di rado, ma fanno tanto. Liscia, pulita.

E quella cosa dei peli… credo che faccia bene alla pelle anche quella.

Oddio, ma ti rendi conto che mostri mezza coscia e quelle gambe sono davvero belle?”

E’ probabile che la ragione di tutto questo non fosse “arrivare con i capelli al matrimonio” (cosa che ormai speri da quasi 20 anni…) ma renderti credibile in quei panni là…

Siamo ancora in tema di Ultimo-Film-Di-Star-Trek :) dove, tra una cosa e l’altra (e un lens flare…) è stato tirato in ballo questo argomento. Oltre al più famoso “il bene dei pochi o di uno solo vale più del bene dei molti” vs. “il suo contrario” – annosa domanda…

Qui, l’argomento è un altro.

Le regole dicono questo. Tu hai contraddetto le regole. Non ci sono scusanti, nemmeno se siamo amici.

Bene. Come sappiamo, l’itaglia è il regno dell’esatto contrario di quanto sopra ;-) ma, infatti, qua non ci sono vulcaniani. Tranne me-tranne meeee-tranne me (!)

E’ curioso come io pensai una cosa simile tanti anni fa… credo più o meno quando aprii la mia prima ditta. Ossia “ma se i miei amici (parlo di quelli più importanti… gli altri bene o male chissene ;-) ) iniziassero a fare delle cagate, truffare, farsi di droga… io sarei dalla loro parte o li denuncerei/allontanerei da me?”

Mentre tutti dicevano “un vero amico è quello che è sempre al tuo fianco”, io pensavo “io sarò al fianco di chi sta facendo una cosa bella e si ritrova in difficoltà… non al fianco di chi fa dei danni e viene giustamente punito”.

C.V.D.

Anni dopo, un po’ tutta questa ggente, dal porcodiodipaolovino passando per lo scorpione arrogante/contapalle e “l’artista-non-mi-pressare-con-le-tue-promesse” si è trovata nella merda, chi più chi meno. E, sinceramente, a un po’ tutti questi qua mi sento (e mi son sentito) di dire “vabbe’…”

E mi immagino i loro, che so, “ercoli” :) o le loro “grandi mogli” commentare con “bell’amico, il tuo dario”.

Non credo che capiscano che, se stai inventando la Fusione Fredda o fondi un Partito Politico ricco di ideali… e ti sparano o ti prende un cancro, allora io correrò in tuo aiuto. Ma di certo non lo farò per uno che non sa gestire i clienti e viene pignorato, per chi beve e fuma e cerca di farsi le coriste o per chi dà i soldi a un Gianni a caso ma poi dice che è colpa mia.

D’altronde (ma non è questo il punto qua) quando io mi son rivolto “completamente” a sti qua in cerca di aiuto/supporto morale (capisco che fosse complicato, i miei sono i famosi problemi di Ideali e/o di Karma…) insomma, sti qua mi hanno a malapena invitato a cena. Con tanto di patetiche mogli a fianco che, sinceramente (e non è invidia checché ne pensi la tontolona (!) ) NON erano persone con cui avrei condiviso i miei pensieri/dubbi.

A margine di tutto questo, mi torna in mente un’altra frase di Spock.

La ragnatela tholiana. Kirk “il capitano e amico di tante avventure” è disperso. Lui e gli altri fanno di tutto per ritrovarlo – o quasi (v. sopra)…

Poi eccolo che ricompare – “E’ VIVO!”, urlano – dopo che era stato dato per morto. E… Spock guarda lo schermo e risponde “lo vedo… lo vedo bene…” con un’aria laconica,  quasi scazzata.

Ricordo che ci rimasi male. Vabbe’, forse perché all’epoca avevo ancora bisogno di amici :) o più probabilmente perché “avevo bisogno di capire se lui era Logico o Stronzo” …

Ora, credo di saperlo, ecco.

Parlami.

Pubblicato: 16 giugno 2013 in amore, cervello, etica, irene, ricordi, salle, tempo, umani

Eravamo sempre dalle parti di novembre 1994.

Una serata a casa del democristiano patetico – ma tanto buono ;) (così ragiona la ggente…), giochi da tavola.

Dovevi stare in silenzio: chi parlava o meglio rispondeva (ora i dettagli non li ricordo benissimo…) a una domanda o comunque a una frase di un avversario, veniva penalizzato con delle carte aggiuntive, e lo scopo era naturalmente rimanere senza carte.

Dall’alto della mia freddezza vulcaniana :) stavo vincendo. E Irene era lì, a fianco o comunque poco lontana (fisicamente…) e pure lei non andava male. D’altronde, se c’era da fare qualcosa seriamente, io e lei eravamo i più indicati – mica i vari cialtroni e/o analfabeti e/o buzzurri e/o playboy e playgirl…

A un certo punto decisi, visto che avevo parecchio vantaggio, di fare una “uscita”. Che sarebbe stata una mezza dichiarazione (una delle tante, mai colte…). Ossia, mi misi a parlare e, rivolto a lei, esclamai “ti prego, Irene, parlami! Ho bisogno di…” (non ricordo cos’altro dissi, ma ovviamente il senso di ciò che seguiva era “di te, della tua testa e del tuo corpo/della tua personalità”).

Lei sorrise, non ricordo se mi rispose o no. Altri poi parlarono, io persi un po’ di punti, credo poi di non aver vinto quella sfida, ma non era così importante.

Più importante era che “avessi sacrificato il mio regno per lei“. Che, come nel caso dei Miei Sogni, non colse e nemmeno svenne di fronte a cotanta Dichiarazione.

Già.

Appartengo ad un altro mondo, e le cose che faccio e penso non importano a nessuno…

Ho rivisto un po’ di fotografie della c.d. “puttana ligure”, la settimana scorsa.

Certo che era davvero carina. Meglio delle due “top” a cui penso di continuo, e di molte altre. Mi dà proprio fastidio che sia stata una cazzo di stronza, fastidiosa, arrogante, incazzata col mondo ecc.ecc.

Ma, si sa, è il mio karma. Pagare per tutta la vita.

Quanto sopra, però, mi fa tornare in mente una frase. Una frase davvero cattiva, che mi diede molto fastidio… e che in qualche modo giustifica tutti i “femminicidi” ecc.

Credo fosse il film Bounce (2000, 2001), con la solita mitica Gwyneth. Ma non la disse lei, ovviamente…

Una tizia carina, che per qualche motivo aveva flirtato con uno, a un certo punto gli dice “fai pure il prezioso? Guarda che una scopata con una come me, è una cosa che ti ricorderai in punto di morte… non ti capiterà mai più un’occasione così… povero sfigato ecc.ecc. …” o simile – vado a memoria (non ho mai più rivisto quel film).

Non è il fatto della “tizia figa” o no. O dello “sfigato” o no. O della “morte” o no.

E’ l’arroganza mostruosa che emerge da questa frase, roba da privilegi feudali, da ricchi di merda, da quel privilegio che ti deriva “di serie” solo perché hai la patata… quel che grida vendetta.

Tutte verranno a dire che è solo un film. E che una cosa simile poteva dirla il mio amico gommista a, che so, Tania la stalker.

Certo. Infatti, avrei pensato la stessa cosa di lui, nel caso.

Cara puttana ligure, potevamo fare tante cose insieme. Ma se tu fossi stata meno merdosa… e, tra l’altro, non inabile a fare dei figli :D